giovedì 31 ottobre 2013

La notte delle streghe


Hai così da raccontarti che non fa niente, che si riesce a gestire tutto, che le difficoltà ci sono, ma che tutto si supera.
Prima o poi arriva, non sai da che parte colpirà, non puoi sapere quanto farà male, non riesci a prevedere chi te la manderà. Ma c'è una cosa che devi sapere, lei prima o poi arriva.
Sto parlando della discriminazione.

La storia è abbastanza semplice nella sua complessità: giovedì 31 ottobre nella scuola di Lorenzo c'è sciopero degli addetti alla ristorazione scolastica. Insomma, della mensa. Capita, ci mancherebbe, ogni categoria ha un sacrosanto e insindacabile diritto allo sciopero e a occhio e croce penso che gli addetti alle mense scolastiche non siano una categoria di privilegiati che non hanno ragione di protestare.
La scuola, zelante, avvisa per tempo le famiglie del disagio incombente, ma rassicura tutti: abbiamo fatto preparare dei cestini freddi per tutti i bambini.
Tutti? No, beh, non proprio tutti.

Già il contenuto del cestino mi desta qualche sospetto:
100 gr di focaccia, un formaggio spalmabile, una barretta di cioccolato, un plumcake un frutto. A occhio e croce, se ben confezionati e esenti da contaminazioni, qui di commestibile per un bambino celiaco ci sono il frutto e il formaggio spalmabile senza niente su cui spalmarlo. Forse il cioccolato, ma è un terno al lotto, bisognerebbe sapere di che marca è e consultare la guida dell'AIC.

Il mio dubbio dura poco, giusto un paio di righe:

"Per evidenti motivi tecnici LE DIETE SPECIALI NON SARANNO EROGATE" (è scritto proprio così, in maiuscolo e neretto, non sono io che sto esagerando).
Non c'è tempo per  noiose e ridondanti formule obsolete tipo "ci scusiamo per l'inconveniente" o un più conciso "consci del disagio arrecato". Per fortuna il piano B è già pronto:
"I bambini che non consumano il cestino, dovranno essere accompagnati a casa dai genitori o da delegato degli stessi come segue:
Classi terza e quarte dalle 13.30 alle 15.00"
Infine: "Si precisa che per gli alunni della scuola primaria, le attività pomeridiane sono obbligatorie"
Ottimo, scansiamo con fermezza il campo da ogni equivoco: mica che qualcuno possa pensare che solo perché non ti diamo il pasto hai diritto ad allungarti il week end! No, no. Devi tornare a scuola, che non si dica che facciamo delle preferenze!
Questo è il link per vedere la circolare nella sua versione originale, più sotto c'è un immagine non so quanto leggibile.
Naturalmente ho subito scritto al Responsabile P.I.-Cultura-Sport, i toni erano piuttosto accesi vista la rabbia del momento, questa la frase più dura:

"La informo che giovedì Lorenzo porterà il pranzo al sacco e lo consumerà a
scuola, sono sicuro che in quanto avvezzi a trattare mio figlio come un
"diverso" anche negli aspetti che più semplicemente potreste risolvere non
avrete alcun problema ad accettare questa ulteriore discriminazione nei suoi
confronti."


La risposta è un bel condensato di burocrazia:

"Buongiorno sig. Sangalli,
in merito alla sua mail si ritiene di precisare che, dato il diritto di sciopero, non avendo alcuna garanzia della possibilità di gestire correttamente la linea delle diete, si è dovuto necessariamente optare per un cestino freddo uguale per tutti, così da garantire alle scolaresche un pasto.
Inoltre per questioni di sicurezza alimentare nei refettori mensa non è mai consentito l'ingresso di alimenti non provenienti dalla ditta di ristorazione che gestisce il servizio.
Consapevoli e spiacenti del disagio, ma quanto sopra era l'unica alternativa alla chiusura completa del servizio.

Cordiali saluti
"

C'è una regola per cui lui non può portare un panino a scuola, mica vorrà che facciamo un'eccezione. Tralasciando il fatto che c'è una legge che impone di servire il pasto senza glutine e che a questa, per motivi di forza maggiore, si è deciso di derogare.

Allora ho scritto al preside.

Ecco la sua risposta.



Cosa dire?
Non mi interessa che non gli abbiano dato il pasto, non fa niente, capisco l'emergenza e non è questo ciò che non mi va giù di questa vicenda.
Non mi interessa neanche che io o mia moglie dobbiamo prenderci un permesso lavorativo per andare a prendere il figlio a scuola. Chi ha dei figli sa che i permessi non bastano mai. Meglio uno in meno che uno in più, ma non verremo licenziati per questo.
Quello che veramente mi dispiace è che le persone che devono occuparsi dell'educazione di mio figlio abbiano così poco tatto nei confronti di un bambino. E qui non centra la celiachia, è un bambino di 8 anni che loro trattano da "diverso" perché non c'è la volontà di andargli incontro. Il 31 ottobre è il giorno in cui a scuola si festeggia Halloween, uno di quei giorni in cui un bambino è contento di andare a scuola, in cui la mensa è un po' una festa. E invece vattene, noi qui non ti vogliamo!
Proprio quell'ambiente che dovrebbe cercare di limare le diversità invece le sottolinea, le rafforza, senza neanche sentirsi in difetto. Niente scuse, niente rimorsi, nessuna apertura a possibili soluzioni.
Caro Lorenzo, pensa alla pagella. Per tutto il resto hai poco da imparare.