lunedì 11 novembre 2013

Barilla senza glutine, l'assaggio


Dopo averne criticato l'uscita in maniera preventiva è arrivato il momento dell'assaggio. La pasta Barilla senza glutine è sbarcata sugli scaffali italiani. Ancor prima della sua uscita aveva acquisito uno status quasi mitologico nei siti e gruppi di discussione dedicati all'argomento celiachia."Arriva Barilla, non vedo l'ora!!!" "Anche la Barilla pensa a noi!"
E' inutile girarci intorno, Barilla è La Pasta per antonomasia è normale che il suo arrivo crei un po' di fermento in un mondo fatto di paste che faticano a tenere la cottura, che cercano di assomigliare alla pasta "vera", ma che per un motivo o per l'altro non riescono a varcare i confini del surrogato.
Lo dico subito: la pasta è buona. Tiene bene la cottura, ha un buon sapore e anche esteticamente sembra la classica pasta di grano duro. Anche l'indicazione dei tempi di cottura è molto precisa, mentre di solito sulle paste gluten free bisogna andare un po' ad occhio.
L'altro aspetto su cui ci si interrogava era quello relativo al prezzo. Sarà una pasta d'élite, sarà accessibile, costerà tanto, costerà poco? Ebbene il prezzo è sicuramente interessante. Personalmente l'ho comprata, al supermercato, a 1,79€ per la confezione da 400gr. Quindi un prezzo di 4.47€ al kg, molto molto conveniente per una pasta senza glutine. Per fare un esempio Le Asolane, storico marchio di pasta gluten free, in molti casi sfondano il tetto dei 12€ al chilo.
Non l'ho invece trovata nel negozio specializzato, quindi al momento non sono riuscito ad acquistarla con il buono mensile (poco male, tanto i soldi non bastano mai).
Tutto bene quindi? Sì, per quanto ci capisco non posso che parlarne bene.
In verità ci sono anche dei commenti negativi, in particolare per l'aggiunta di additivi che di dubbia salubrità, ma non mi intendo di queste cose, per cui mi limito ad avvisare chi avrà avuto la pazienza di leggere fin qui di consultare per bene l'etichetta. Ad ognuno la propria scelta.